Tacchini presenta la sua nuova campagna ADV
La nuova campagna di Tacchini, sotto la direzione artistica di Omar Sosa, con styling di Charlotte de La Grandière e fotografia di Andrea Ferrari, si sviluppa come un viaggio onirico all’interno di una residenza privata progettata da Mario Galvagni.
In questo contesto, il divano Butter di Faye Toogood, il tavolo Tako di Cini Boeri e il tappeto Onigiri di Studiopepe (parte della collezione 2026) si integrano naturalmente, instaurando un dialogo con le superfici in cemento, le geometrie rigorose e il carattere rarefatto dell’abitazione.

Le fotografie sono state realizzate senza illuminazione artificiale. I vincoli spaziali della casa, uniti all’atmosfera invernale, hanno generato un’ambientazione morbida, quasi crepuscolare, interpretata con sensibilità da Andrea Ferrari, il cui approccio preserva l’intensità silenziosa dello spazio.
“La luce trova la sua vera dimensione solo attraverso il suo opposto, che è l’ombra. Avvolgente, densa e piena di segreti: questa è la luce che amo, o meglio, l’ombra che desidero.”
Andrea Ferrari, fotografo


Attraverso questa campagna, Tacchini riafferma l’adattabilità dei propri arredi in contesti architettonici, scale e stili diversi, valorizzando gli spazi con calore, eleganza e sensibilità contemporanea.
“Volevo creare una campagna che parlasse di Tacchini nel suo insieme, un brand con profondi valori estetici, onestà e rispetto per l’originalità e l’autorialità. Desideravamo un dialogo fluido tra i prodotti e lo spazio. Invece di seguire una via commerciale mostrando molti prodotti o ricreando un’atmosfera domestica, abbiamo scelto un’immagine più forte, iconica ed editoriale — ed è qui che Charlotte ha fatto la sua magia, creando un’immagine splendidamente semplice con pochi tocchi”, afferma il direttore artistico della campagna Omar Sosa.
L’autorevolezza emerge attraverso la misura, trasmettendo intenzione e profondità più che decorazione, e posizionando Tacchini come un brand definito da consapevolezza culturale e chiarezza di direzione piuttosto che da tendenze stilistiche.
“Mi interessava un luogo che non fosse neutro ma stratificato, un’architettura capace di trasmettere memoria, silenzio e proporzione. Tacchini non è un brand che vive nell’effimero; lavora con la durata, la permanenza e una qualità che attraversa gli anni. Questa campagna è una dichiarazione chiara: Tacchini non è semplicemente un produttore di arredi, ma un progetto culturale. Segna un momento in cui scegliamo di essere più radicali nella coerenza, più selettivi nelle immagini e più precisi nel nostro messaggio.”
Giusi Tacchini, CEO & Creative Director





